Chi siamo: la storia della Falegnameria Renieri
Una bottega nata da tre generazioni di legno e calcoli a mano
Marco Renieri ha imparato a tenere uno scalpello guardando suo nonno Aldo, che lavorava il rovere nell'officina di famiglia già negli anni Cinquanta. Poi è toccato a suo padre Gianni, che per trent'anni ha rifornito di serramenti e cornici i cantieri del centro storico di Bologna. Marco è la terza generazione, e nel 2003, a ventotto anni, ha deciso che era il momento di aprire qualcosa di suo. Ha preso in affitto un capannone in zona Emilio Lepido, ha portato una pialla a nastro Felder comprata di seconda mano, un tornio vecchio ma preciso, e un blocco di carta millimetrata su cui disegnava i pezzi la sera prima di tagliarli la mattina.
Non c'era un sito internet, non c'era un logo. C'era il passaparola tra i muratori e gli architetti che lo conoscevano già, e la voglia ostinata di non produrre mai un mobile uguale a un altro.
Come lavoriamo, concretamente
Ogni progetto comincia con un sopralluogo. Marco o uno dei suoi collaboratori viene a misurare l'ambiente, controlla la luce, ascolta come vivete lo spazio durante la giornata. Solo dopo si parla di essenza, finitura, dettagli di giunzione. In bottega usiamo soprattutto legni masselli italiani: rovere del Trentino, noce nazionale, castagno appenninico. Quando il cliente porta un disegno scaricato da internet, lo prendiamo come punto di partenza, non come ordine di servizio: spesso quei disegni non tengono conto della dilatazione del legno, o ignorano come si comporta una cerniera dopo dieci anni di umidità. Il nostro compito è trasformare un'idea in qualcosa che duri.
La lavorazione avviene quasi interamente a Bologna, in quel capannone che nel 2003 sembrava grande e adesso è sempre troppo stretto. Abbiamo aggiunto una fresatrice a controllo numerico nel 2011, ma non abbiamo mai abbandonato la rifinitura a mano: la carta vetrata a grana 240 su un piano inclinato, la raspa per i bordi irregolari, il pennello per la prima mano di olio. Certe cose non le fa nessuna macchina nel modo giusto.
Le persone che trovi in bottega
Oggi in Falegnameria Renieri lavorano stabilmente in quattro. Marco segue la progettazione e i rapporti con i clienti. Stefano, che è con noi dal 2008, gestisce le macchine e conosce il parco legni meglio di chiunque altro: sa già dall'odore se un'asse è stata stagionata a sufficienza. Claudia si occupa dei preventivi e tiene i rapporti con i fornitori di ferramenta e vetri; è lei che tratta con i terzisti quando un pezzo richiede una lavorazione metallica che non possiamo fare internamente. Lorenzo, il più giovane, ha finito la scuola di formazione professionale a Castel San Pietro Terme nel 2019 e da allora è diventato indispensabile per la posa in opera: ha la pazienza che serve quando si tratta di calzare un'anta in un vano antico che non ha un solo angolo a novanta gradi.
Collaboriamo anche con due architetti bolognesi con cui condividiamo lo stesso modo di ragionare sugli spazi: ci passano i progetti più complessi, noi gli diciamo quando qualcosa non si può fare in legno massiccio senza compromettere la stabilità nel tempo.
Vent'anni e qualcosa in più
Nel 2026 la Falegnameria Renieri ha ventitré anni. Non siamo diventati un'azienda grande, e non era quello l'obiettivo. Facciamo circa quaranta commesse all'anno tra cucine su misura, librerie a parete, tavoli, porte interne e restauri. Ogni tanto qualcuno ci chiede se vogliamo espandere, aprire un secondo laboratorio, assumere più gente. La risposta di Marco è sempre la stessa: quando non riesco più a sapere il nome di chi ha piallato ogni singolo pannello uscito da qui, allora forse è il momento di pensarci. Per adesso, no.
Se volete vedere i materiali, capire come lavoriamo o parlare di un progetto concreto, siete i benvenuti in bottega a Bologna. Venite di persona oppure chiamateci: ci piace partire da una conversazione vera, non da un modulo compilato.